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Parrocchia Gazzera: Liturgia di Domenica 13 Giugno

Liturgia di Domenica 13 Giugno.    

La liturgia di Domenica 13 Giugno

La Liturgia di Domenica 13 Giugno 2010

    SANTISSIMA TRINITA'

 

Grado della Celebrazione: Solennità
Colore liturgico: Bianco

VII domenica tempo ordinarioGesù è stato accusato di essere amico dei peccatori. Ebbene sì, vuole esserlo. Ma in che senso? Il Vangelo di oggi lo spiega. In quei tempi era costume che si invitassero i maestri itineranti. Prima del pasto, erano obbligatori alcuni gesti di ospitalità come, ad esempio, offrire dell’acqua e salutare con un abbraccio. Ecco che una donna, conosciuta come peccatrice, mostra nei confronti di Gesù un’ospitalità eccessiva, mentre Simone non è certo prodigo in gesti. Di fronte alla sua perplessità, Gesù racconta una parabola sul perdono. La donna si converte, piange lacrime di contrizione e di ringraziamento. Gesù dichiara: “Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato”. Gesù la conferma nella sua fede: davanti agli occhi di tutti riconcilia la peccatrice con Dio e la reintegra nella società degli uomini onesti. Abbiamo, dunque, qui l’esempio della contrizione perfetta. Il confessore ripete nella formula dell’assoluzione le parole che nell’epilogo Gesù rivolge a questa donna. Gesù era un infaticabile viaggiatore che annunciava il vangelo. Lo accompagnavano non solo i discepoli, ma anche le donne. Egli le ha associate alla sua attività apostolica, ha accettato il loro servizio e il loro aiuto materiale, comportandosi così in modo rivoluzionario per quell’epoca. Gesù restituisce pienamente alla donna la sua dignità di essere umano: agli occhi di Dio è pari all’uomo.

Antifona d'ingresso

Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto,
non respingermi, non abbandonarmi,
Dio della mia salvezza. (Sal 27,7.9)

Colletta

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Dio, che non ti stanchi mai di usarci misericordia,
donaci un cuore penitente e fedele
che sappia corrispondere al tuo amore di Padre,
perché diffondiamo lungo le strade del mondo
il messaggio evangelico di riconciliazione e di pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA

2Sam 12,7-10.13
Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai.

Dal secondo libro di Samuèle

In quei giorni, Natan disse a Davide: «Così dice il Signore, Dio d’Israele: Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa d’Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi aggiungerei anche altro.
Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Urìa l’Ittìta, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammonìti.
Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Urìa l’Ittìta».
Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai».

Parola di Dio

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 31)
Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia,
mi circondi di canti di liberazione.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

 

SECONDA LETTURA

Gal 2,16.19-21
Non vivo più io, ma Cristo vive in me

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno.
In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (1Gv 4,10)
Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati

 

VANGELO

Lc 7,36-8,3
Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

Parola del Signore.

 

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci offre la sua grazia per renderci giusti e santi di fronte ai suoi occhi. La vita spirituale di ogni cristiano è tessuta della fede in questo amore incondizionato.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, apri il nostro cuore al tuo perdono.

1. Perché la consapevolezza del nostro peccato non sia mai occasione di disperazione, ma fiduciosa apertura al tuo perdono. Preghiamo.
2. Perché qualsiasi sia la posizione che occupiamo abbiamo sempre il coraggio di sentirci prossimi agli ultimi. Preghiamo.
3. Perché l’abitudine non ci tolga mai il diritto d’indignarci per le nostre mancanze. Preghiamo.
4. Perché crediamo sempre che il nostro pianto di pentimento per il peccato commesso e la nostra gioia per il perdono ricevuto sono per Dio il tesoro più grande. Preghiamo.

O Padre, il tuo perdono è la sostanza di cui viviamo ogni giorno, aiutaci a far sì che la tua misericordia sia la nostra legge nel rapporto con i nostri fratelli. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

Preghiera sulle offerte
O Dio, che nel pane e nel vino
doni all’uomo il cibo che lo alimenta
e il sacramento che lo rinnova,
fa’ che non ci venga mai a mancare
questo sostegno del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona di comunione

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.(Sal 26,4)

Oppure:
Dice il Signore: “Padre santo,
custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato,
perché siano una cosa sola, come noi”. (Gv 17,11)

Oppure:
“Le sono perdonati i suoi molti peccati,
poiché ha molto amato”,
disse il Signore della donna peccatrice. (Lc 7,47)

Preghiera dopo la comunione
Signore, la partecipazione a questo sacramento,
segno della nostra unione con te,
edifichi la tua Chiesa nell’unità e nella pace.
Per Cristo nostro Signore.

Commento mons. Antonio Riboldi

Quell'amore che dà tanta pace

Veramente l'uomo non ha più dove riparare la sua intimità, che è poi il piccolo santuario dove solo Dio e chi ama può penetrare per amare, perdonare, capire, piangere insieme, se necessario.
La nostra intimità oggi non viene risparmiata da nulla e da nessuno.
Basta che per un momento di debolezza o distrazione si apra una fessura di questo nostro 'tempio' e subito si affollano i curiosi che sanno solo scandagliare il nostro 'fondo' come fosse un oggetto da museo, ma quello che è peggio, sanno anche costruire 'fole' che nulla hanno a che vedere con la verità e tanto meno con il rispetto doveroso per il santuario della coscienza di ciascuno.
E così, alle volte, la fessura che era ben poca cosa, diventa crollo dell'intera nostra dignità, fino a sentirci 'stracci' esposti al pubblico ludibrio, alla condanna, al disprezzo: 'stracci' che perdono la voglia di vivere, perché senza il rispetto dell'intimità, che è il luogo che Dio ci ha donato, per entrare in dialogo con Lui e i fratelli, non è possibile vivere serenamente.
Questo vizio di 'confessare la gente', di abbattere il santuario della persona, dove vive il segreto della vita, nella sua bellezza e a volte nella sua profonda miseria, oggi è diventato una moda.
Basta dare un'occhiata alle cronache dei mass media e notiamo subito che basta un sospetto o un indizio di corruzione, e tutto viene sbandierato, amplificato e, a volte, mistificato, alla pubblica opinione. Così facendo, non solo la persona viene additata al disprezzo, ma si ingenera l'opinione che 'sono tutti corrotti o cattivi' - gli altri, naturalmente! - al punto di dubitare di tutti e non trovare più motivi per mettere in luce il bello, tanto, che invece esiste.
Come a dare ragione al proverbio 'fa sempre molto rumore un albero che cade, ma non la foresta che cresce'.
È verissimo che il nostro cuore cerca di essere disperatamente capito, rispettato, amato, ossia cerca sempre di trovare qualcuno che lo abiti per aiutarlo a vivere, e ancora di più a risorgere, se è ammalato. Non si può vivere nel sospetto o nella disistima: l'uomo ha bisogno del respiro dell'amore e della stima, nonostante tutto...
Per questo teme la curiosità che è come avere migliaia di occhi sempre puntati addosso, più a sottolineare gli sbagli che a dare una mano di aiuto; teme l'indiscrezione, quel voler sapere a tutti i costi tutto di noi, ma per poi ignorare il bene e sottolineare il difetto o il male.
Lo stesso sacramento della Penitenza o Riconciliazione - ineffabile amore del Padre, come è presentato nella parabola del Figlio prodigo - finisce per essere percepito come una difficoltà nel dover svelare il male che è in noi, senza pensare alla grande gioia che viene dalla misericordia di Dio. È un poco come quando si è colpiti da un male fisico e si teme l'occhio del medico, per paura che trovi in noi una malattia che uccide.
Ma tutto questo è giusto? È sensato? No. Appartiene alla miopia degli uomini che disperatamente cercano a volte di trovare una mano che li sollevi dalla loro miseria morale e hanno paura di trovare un impietoso indice puntato e nessun spazio per l'amore, perché questa è spesso la situazione che si realizza nei nostri poveri rapporti umani.
La Parola di Dio, oggi, giunge come divina lezione di misericordia, che è il 'come' Dio ci ama, soprattutto quando abbiamo sbagliato. È un racconto che svela come il Cuore di Gesù accolga senza fare processi, e perdona, a differenza di chi vede e si scandalizza.
Ed è un grande dono 'entrare' nella bellezza del racconto del Vangelo di oggi, perché, non solo mostra quanto Dio sia davvero buono e misericordioso, ma ci mette in guardia contro le nostre miopie.
Un racconto 'da incorniciare' nella nostra vita, per saper sperare quando ci si sente dispersi e si cerca la via della pienezza della vita e della gioia.
È bene leggerlo, abbandonandosi a tutta la sua dolcezza:
"In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna peccatrice di quella città, saputo che Gesù era nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato, e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo, cominciò a bagnarli delle sue lacrime, poi li asciugava con i propri capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista, il fariseo che lo aveva invitato, pensò tra sé: 'Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice'.
Ed ecco la stupenda risposta di Gesù, che legge nei cuori, anche nei nostri, sempre.
Gesù allora gli disse: 'Simone, ho una cosa da dirti. Ed egli: 'Maestro dì pure. 'Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva 500 denari, l'altro 50. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?'. Simone rispose: 'Suppongo quello a cui ha condonato di più'. Gesù gli disse: 'Hai giudicato bené.
E volgendosi verso la donna, disse a Simone: 'Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non ha dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai cosparso il mio capo di olio profumato, ma lei ha cosparso di profumo i miei piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, perché molto ha amato. Invece quello a cui si perdona poco è perché ama poco. Poi disse alla donna: 'Ti sono perdonati i tuoi peccati. Allora i commensali cominciarono a dire tra di loro: 'Chi è questo uomo che perdona anche i peccati?: Ma Gesù disse alla donna: 'La tua fede ti ha salvata: va' in pace'." (Lc. 7, 36/8,3).
Si rimane come immersi nello stupore dell'amore che Gesù ha per noi, cominciando da quelli che forse si considerano persi per le proprie colpe. Un vero mistero è il nostro convivere a volte nel male, fino ad abituarci, mentre forse nel profondo sentiamo il bisogno di incontrare Chi abbia il potere di riportarci alla gioia di una vita diversa, giusta.
Un vero sbaglio questo adattarsi al male, senza neppure cercare di guarire.
A differenza di quella donna, che vuole uscire dal ghetto della propria miseria e respirare la dolcissima aria dell'amore. E lei, la Maddalena, la troveremo sotto la croce, diventata testimone di chi, lasciandosi amare da Gesù, impara a stargli vicino per sempre, con un amore che sa di meraviglia.
Così scrive il sempre caro nostro Paolo VI:
"Anche Gesù vede e guarda a noi, che siamo della povera gente con tanti malanni.
Al paralitico che gli si presenta, davanti, spiega che vi sono delle paralisi anche più gravi e più costringenti di quella fisica. Tu hai molti peccati e io te li perdono! Gesù è il liberatore assoluto. Egli, dopo aver sollecitato in noi con questa sua luce, un esame di coscienza, per il quale si avverte la colpa ma pure la redenzione, entra nell'anima come un torrente di letizia, di bontà, di amore. 'Se lo vuoi' - Egli ci conforta - io ti ridono l'integrità, l'innocenza, la grazia di sentirti veramente quello che devi essere, restituito alla tua statura, alla tua bellezza originaria, e come il Signore ti ha creato, a Sua immagine e somiglianza. Gesù è il divino artefice dell'ineffabile riscatto: si comprende allora il Vangelo. finché ci sarà un mondo travagliato dai propri peccati, miserie, infelicità, disperazioni, il Vangelo, proprio tra gli uomini, susciterà sempre un'eco che non potrà mai attenuarsi. Perché? Ma perché non solo è parola di verità, ma è pure luce di speranza che gli uomini non possono dare a se stessi. Che faremo noi, per cogliere qualche cosa di utile e salutare dalla odierna pagina evangelica? Cerchiamo di farci guardare dal Signore, di presentarci a Lui con sincera umiltà. E con l'esame di coscienza ci accostiamo al sacramento della Penitenza che davvero scruta nel nostro animo e ristabilisce la verità. Ognuno potrà affermare col gemito del dolore: non saprei guarirmi da me, ma se Tu vuoi, o Signore, basta una Tua parola". (Paolo VI)
Non resta a noi che affidarci all'Amore Misericordioso di Dio, con l'umiltà della Maddalena.
Ci aiuti il Signore a rompere quel ghiaccio nella coscienza, quel 'sentirci a posto', che ci impedisce di conoscere l'amore. E ci tenga sempre vicino a Lui. Vorremmo tutti, spero, avere il coraggio della Maddalena. Si può se abbiamo fiducia nell'Amore Misericordioso.
Con Madre Teresa di Calcutta preghiamo:
"Signore, ti prego, dacci la luce per vedere, a volte, la cupa profondità della tentazione e del male. Donaci il tuo amore, affinché possiamo intravedere la ricchezza che Tu hai preparato per noi. Infondici lo Spirito Santo affinché possa vedere che ho bisogno di Te, e mi ami
e ho ancora uno scopo nella vita: quello di trasmettere l'amore e la misericordia che hai per noi"..


NOTA:
Le Letture di questa mail sono tratte dal Nuovo Lezionario

 

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